I racconti russi di Dmitry Markov

“Raramente ho visto tanta purezza nella fotografia. E’ fantastico.” 
(Joan Guerrero)

Le fotografie di Dmitry Markov raccontano la sua terra, la Russia, e il suo tempo, sono tutte fatte con lo smartphone e condivise su Instagram.

Le sue foto raccontano gli emarginati e, come lui stesso afferma, “il lato spiacevole della vita”.

Così l’artista definisce il suo lavoro:

“Non sono solo fotografie sociali, come molte persone pensano, sono i miei incontri e le mie scene personali. Ogni immagine aggiunta è un altro capitolo della mia storia. E quando mi viene chiesto perché inseguo il “lato spiacevole della vita”, rispondo: “perché ne faccio parte”.

“Molti pensano che fotografare nelle province sia pericoloso. Ma io voglio dire che non c’è stata una sola volta in cui mi sono trovato in una situazione difficile o in cui qualcuno ha manifestato aggressività nei miei confronti. Sono sicuro che tutto dipenda da come ci si pone. Le persone semplici reagiscono molto bene a chi mostra interesse verso di loro. Credo che sia dovuto al fatto che non capita spesso.” 

 

Dmitry Markov / Internazionale

Draft di Dmitry Markov

Instagram di Dmitry Markov

 

 

“Per Filo e per Sogno”

Nello Spazio 72 a Perugia  tra marzo e giugno ci sarà la rassegna “PER FILO E PER SOGNO“.

“Che cos’è la nostra storia se non il filo che in ogni istante cuce e scuce le immagini, i sogni, le parole, le pagine di cui siamo fatti? Nel corso di questi incontri attingeremo al fare creativo e poetico per incontrare il filo, concreto e metaforico, della nostra esistenza.”

Per info scrivere a filoesogno@gmail.com

Con Camilla Urso, Barbara Pasquariello, Floriana Di Giorgio, Estella Guerrera, RigheRosse, Pietro Alfano, Antonello Turchetti, L’atelier de “Le piccole virtù” e Antonella Schiavon

Di seguito maggiori informazioni sui primi quattro laboratori

 

Sabato 21 marzo “Liberiamo la Poesia” con Barbara Pasquariello 

 

Sabato 28/domenica 29 marzo “FocusDream” con Floriana Di Giorgio 

 

Sabato 4 aprile “Sogni Blu” con Estella Guerrera

 

Sabato 18/domenica 19 aprile “Photolangage®” con Pietro Alfano e Giuseppe Lo Piccolo 

 

La solitudine dei distributori giapponesi fotografati da Eiji Ohashi

“Le macchine distributrici in centro o nel deserto, poste in piedi in solitudine, sono un’immagine di solitudine. Lavorano instancabilmente, sia che si tratti di giorno o di notte. Ma una volta che le loro vendite diminuiscono, vengono portate via. Se non si accendono e brillano, smetteranno di esistere. Potrebbe esserci qualcosa di umano in loro.”
(Eiji Ohashi)

«Ciò che è fuori di te è una proiezione di ciò che è dentro di te, e ciò che è dentro di te è una proiezione del mondo esterno. Perciò spesso, quando ti addentri nel labirinto che sta fuori di te, finisci col penetrare anche nel tuo labirinto interiore. E in molti casi è un’esperienza pericolosa» (Haruki Murakami)

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Per vedere l’articolo completo con altre foto: La solitudine dei distributori giapponesi 

Altre foto:Eiji Ohashi

 

 

Il potere terapeutico della fotografia nella produzione artistica della prima metà del 900 (Nuove Artiterapie)

 Cahun, Autoritratto, 1928

Dagli anni Settanta del Novecento nell’ambito dell’Arteterapia si è iniziato a parlare anche di FotoTerapia, permettendo d’individuare diversi punti di tangenza tra il modo in cui la fotografia veniva usata dai terapeuti e l’uso che invece ne facevano già da tempo gli artisti. In effetti, nel corso del Novecento gli artisti visivi si sono impossessati sempre di più della macchina fotografica, usandola come strumento di produzione estetica e sfruttandone, anche se inconsapevolmente, le potenzialità terapeutiche, tanto da trasformarla in un mezzo d’indagine esistenziale.

Continua qui a leggere l’articolo completo: Il potere terapeutico della fotografia 

                                         Hawarden, Clementina Maude, 1864-65

Come Rami intrecciati-Roma

In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne Scatto Libero, in collaborazione con il Comune di Roma, presenta
“Come rami intrecciati”, il progetto fotografico realizzato dai detenuti della Terza Casa Circondariale di Rebibbia sulla violenza contro le donne.

Gli scatti, interamente ideati e realizzati dai ragazzi della Terza Casa, affrontano il tema della violenza contro le donne da vari punti di vista, non solo rappresentando la violenza in sé per sé, ma anche comunicando una possibile via di uscita attraverso immagini di speranza e riscatto.

Il progetto fotografico “Come rami intrecciati” sarà presentato il 25 novembre alle h 16.00 presso Roma Casa Della Memoria E Della Storia in Via S. Francesco di Sales, 5
00165 Roma (Trastevere) e rimarrà esposto in mostra nella stessa sede dal 25 al 29 novembre 2019 in orario continuato ore 9.30 – 20.00

Il Morso della Zanzara

 

 

 

Avete presente quel ronzio insistente che toglie il sonno?
Quel fastidio che richiama continuamente la nostra attenzione?
Il morso della zanzara” è il curioso titolo della mostra che vedrà esposti gli elaborati finali del corso annuale in fototerapia e fotografia terapeutica organizzato da NetFo e Associazione LuceGrigia
In occasione dell’ultimo modulo del percorso siete invitati a partecipare all’evento che si terrà sabato 19 ottobre dalle 18.30 alle 22.30 presso Associazione Aurea

Un 4hourshow in cui potrete ammirare, in punta di piedi, i racconti di fotografia terapeutica realizzati dai partecipanti dell’edizione 2019.
“Ci siamo ritrovati in uno spazio fuori da ogni luogo, uno spazio altrove, fuori dal tempo, dove incontrare noi stessi, le nostre ombre, e rispecchiarci nello sguardo degli altri…
Ritornando qui il weekend successivo ritrovavamo il cerchio, con le storie, nostre e degli altri, come matasse annodate, e l’anima ripescava il filo per uscire dal labirinto pieno di immagini e ricordi”.

NetFo

Associazione Aurea 

 

Corso annuale NetFo 2020

Sono aperte le iscrizioni alla 4° edizione del corso di formazione in Fototerapia e Fotografia Terapeutica organizzato da NetFo e LuceGrigia, in collaborazione con Pro Civitate Christiana-Cittadella Formazione Assisi, che si terrà a Roma presso l’Associazione Aurea.
Il corso, arricchito ulteriormente, si impegna a:
diffondere la cultura fotografica tra professionisti della relazione di aiuto; promuove l’utilizzo della fotografia nella pratica clinica e sociale; crea confronto e collaborazione tra le diverse professionalità, definendo con chiarezza le specificità e gli ambiti di intervento per le tecniche di Fototerapia, Fotografia Terapeutica, Fotografia ad azione Sociale e Foto Arte terapia.
Per ulteriori info scrivere a info@networkitalianofototerapia.it o cliccare il link di seguito:
Corso Formazione NetFo 2020 (Seguendo il link potrai scaricare la brochure del corso con tutte le date e le materie di insegnamento e avere tutte le informazioni su Netfo e sui suoi docenti).

“Boy’s don’t cry”, i giovani migranti si raccontano con la fotografia a Palermo

La mostra “boy’s don’t cry”, a cura di Ludovica Anzaldi, presenta una serie di fotografie realizzate dal Centro di Accoglienza Asante di Palermo.

La fotografia come mezzo per raccontarsi e parlare della propria storia.

I ragazzi di Asante, di età compresa tra i 17 e il 23 anni, hanno tutti provenienze diverse e abitano nel Centro d’accoglienza in attesa di quei documenti che potrebbero dargli una nuova possibilità di vita. I tempi posso anche essere lunghissimi. Da qui è nata l’idea di fare un piccolo workshop così che possano integrarsi attraverso l’apprendimento, la creazione, l’espressione di sé e la conoscenza del nostro paese”. Spiega Ludovica Anzaldi.

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BOYS DON’T CRY a cura di Ludovica Anzaldi

Dove : Centro Internazionale di Fotografia, Cantieri Culturali alla Zisa, Via Paolo Gili, 4

Quando : Opening 19 Aprile ore 18.30  Fino al 19 maggio

Orari Apertura Mostra:Mar-Dom dalle ore 9.30 alle ore 18.30 Chiusura: Lunedì

Costi: Ingresso gratuito

Per maggiori informazioni sulla mostra:

“Boy’s don’t cry”

 

 

Naiade-Claudia Amatruda

Naiade è un progetto fotografico della fotografa Claudia Amatruda, il progetto nasce dall’esigenza di affrontare e raccontare la sua malattia.

Cerco di far viaggiare su binari paralleli la mia malattia e la fotografia.                                            La malattia mi limita molto, ma quando fotografo spingo il mio corpo oltre quel limite:                 sono capace di star male per giorni pur di fotografare ciò che ho in testa.

Per saperne di più:Naiade; Il coraggio di Claudia, articolo di Jacopo Melio

Il 17 marzo alle 19.00 a Roma presso l’associazione Aurea  ci sarà un incontro con Claudia e con il suo libro Naiade.

Per acquistare il libro: Naiade L’acquisto del libro  permetterà da un lato di parlare delle malattie rare, dall’altro fondi raccolti permetteranno a Claudia un analisi con lo studio del Genoma, che potrebbe portare, con il tempo, ad una cura.

 

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