“Boy’s don’t cry”, i giovani migranti si raccontano con la fotografia a Palermo

La mostra “boy’s don’t cry”, a cura di Ludovica Anzaldi, presenta una serie di fotografie realizzate dal Centro di Accoglienza Asante di Palermo.

La fotografia come mezzo per raccontarsi e parlare della propria storia.

I ragazzi di Asante, di età compresa tra i 17 e il 23 anni, hanno tutti provenienze diverse e abitano nel Centro d’accoglienza in attesa di quei documenti che potrebbero dargli una nuova possibilità di vita. I tempi posso anche essere lunghissimi. Da qui è nata l’idea di fare un piccolo workshop così che possano integrarsi attraverso l’apprendimento, la creazione, l’espressione di sé e la conoscenza del nostro paese”. Spiega Ludovica Anzaldi.

boys don't cry (23 sur 31)-2

asante-1.png

BOYS DON’T CRY a cura di Ludovica Anzaldi

Dove : Centro Internazionale di Fotografia, Cantieri Culturali alla Zisa, Via Paolo Gili, 4

Quando : Opening 19 Aprile ore 18.30  Fino al 19 maggio

Orari Apertura Mostra:Mar-Dom dalle ore 9.30 alle ore 18.30 Chiusura: Lunedì

Costi: Ingresso gratuito

Per maggiori informazioni sulla mostra:

“Boy’s don’t cry”

 

 

Annunci

Naiade-Claudia Amatruda

Naiade è un progetto fotografico della fotografa Claudia Amatruda, il progetto nasce dall’esigenza di affrontare e raccontare la sua malattia.

Cerco di far viaggiare su binari paralleli la mia malattia e la fotografia.                                            La malattia mi limita molto, ma quando fotografo spingo il mio corpo oltre quel limite:                 sono capace di star male per giorni pur di fotografare ciò che ho in testa.

Per saperne di più:Naiade; Il coraggio di Claudia, articolo di Jacopo Melio

Il 17 marzo alle 19.00 a Roma presso l’associazione Aurea  ci sarà un incontro con Claudia e con il suo libro Naiade.

Per acquistare il libro: Naiade L’acquisto del libro  permetterà da un lato di parlare delle malattie rare, dall’altro fondi raccolti permetteranno a Claudia un analisi con lo studio del Genoma, che potrebbe portare, con il tempo, ad una cura.

 

La condizione umana. Oltre l’istituzione totale (Palermo)

Basaglia, nel 1967, scrive:

La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’essere.”

La rassegna “La condizione umana” ospite di Palazzo Ajutamicristo di Palermo evoca, attraverso scatti, installazioni, video, testi e documenti, il tema della malattia mentale, partendo dalla battaglia basagliana. La follia è una ‘condizione umana’, diceva Franco Basaglia. Proprio come la ragione. Un viaggio oltre la superficie del pregiudizio e l’istituzione manicomiale.

Per saperne di più:  La condizione umana mostra a Palermo ; Mostra

Corso di Formazione annuale in Fototerapia e Fotografia Terapeutica-Roma 2019

 

Sulla rivista Umbria domani si parla del corso Netfo2019 a Roma!!!

“L’Associazione LuceGrigia di Perugia e il Gruppo NetFo(Network Italiano di Fototerapia, Fotografia Terapeutica e Fotografia ad azione sociale), nato nel 2014 come naturale evoluzione degli incontri professionali e umani maturati negli anni all’interno del Perugia Social Photo Fest, presentano il corso annuale di formazione in Fototerapia e Fotografia Terapeutica. Il corso si terrà a Roma presso la sede dell’Associazione AUREA (Via Rodolfo Lanciani, 15) da Gennaio a Ottobre 2019.Il corso è organizzato in collaborazione con Pro Civitate Christiana – Cittadella Formazione di Assisi.”

(Continua a leggere…)

 

Per maggiori informazioni sul corso: Netfo2019

Moonlight, Luce di Rinascita- Ester Stella Carbonetti

Ero una bambina triste che voleva essere considerata una principessa. Vivevo nel mio mondo segreto, fatto di alberi complici ed animali confidenti, e mi aggiravo nella realtà dei grandi, impacciata, nascondendo i miei sentimenti dolorosi. Cercavo di interpretare un ruolo per sopravvivere al confronto di mia sorella e lo facevo rispettando, ligia, le regole del gioco.
Ma non ero io.
Un bel giorno, scossa dal mio torpore, mi osservai con occhi nuovi e scoprii che ero bella e questo mi permise di accettarmi e di capire che emettevo splendore.
In questo percorso, fatto assieme alla macchina fotografica, sono emerse tante emozioni, anche contrastanti, che mi hanno travolto e avvolto come una dolce carezza, facendomi riscoprire l’importanza dell’Essere totalmente e liberamente me stessa.
Da quel giorno la Stella Ester ha iniziato a emettere la sua Vera Luce.”

Ester mi descrive così se stessa e il suo incontro con la fotografia, aggiungendo:

Questo è  in breve, il mio percorso di Rinascita vissuto attraverso l’autoritratto, che mi ha permesso di diventare più consapevole delle mie “ME”, per ri-conoscermi ed, infine, amarmi.


"Ester Stella Carbonetti"

Dalla sua esperienza personale nasce Moonlight Luce di Rinascita​, “dal desiderio di accompagnare altre persone verso un miglior benessere ed una maggiore consapevolezza e riconoscimento di Sé.
Questa è la fotografia Alchemica.”

Ester Stella Carbonetti vive a Treviso assieme al suo compagno Antonio ed ai suoi due gatti.
Si occupa di miglioramento personale da 6 anni ed, in particolare, di fotografia terapeutica.
Tiene conferenze, incontri individuali e workshop di fotografia terapeutica.

Per conoscere meglio Ester e il suo meraviglioso progetto: Moonlight Luce di Rinascita


"Una Donna 
che, nelle sue mani frettolose, ha vissuto 
lacrime e sorrisi strappati, di gioie e dolori messi a nudo e   scardinati. 
Una Donna 
con un mondo dentro così grande da non poterlo contenere in uno spazio così piccolo e ridotto di  un set fotografico. 
Una Donna."

"C'è un momento per tutto
Si cresce e si cammina.
A volte da soli, altre volte hai qualcuno che percorre dei tratti di strada con te.
Ma è pur sempre Vita!
La Vera Gioia ed il Vero Amore li puoi trovare
Dentro di Te."

 

 

 

IO MI MUOVO PER TENERE ASSIEME LE COSE

In un campo
io sono l’assenza
di campo.
Questo è
sempre opportuno.
Dovunque sono
io sono ciò che manca.

Quando cammino
divido l’aria
e sempre
l’aria si fa avanti
per riempire gli spazi
che il mio corpo occupava.

Tutti abbiamo delle ragioni
per muoverci
io mi muovo
per tenere assieme le cose.

(Mark Strand)

-Foto di Ansel Adams-

NetFo/in attesa del prossimo corso 2019

Cos’è il corso di approfondimento in fototerapia e fotografia terapeutica NetFo? E’ un corso intensivo dove si apprende l’uso della fotografia nelle relazioni d’aiuto. E’ un corso di grande condivisione. E’ un corso dove le emozioni emergono in un clima di profondo rispetto. Qui alcune immagini dei primi 4 moduli.
Tutto il gruppo NetFo (Barbara Pasquariello, Francesca Belgiojoso, Floriana Di Giorgio, Antonello Turchetti, Chiara Digrandi e Giancarla Ugoccioni) sta lavorando per la nuova edizione 2019. Novità in arrivo!!!!
Stay tuned!

Per sapere di più su NetFo e rimanere aggiornati sulle novità: NetFo

Sulla fotografia (Saramago)

Saramago, nel suo libro-Diario “Quaderni di Lanzarote”, le cui pagine raccolgono riflessioni dello scrittore e anche diversi episodi della sua vita durante il suo esilio volontario sull’isola di Lanzarote, ad un certo punto parla di Fotografia. Le sue parole mi hanno molto colpita, potrebbero essere il punto di partenza per discussioni e riflessioni sull’argomento, per cui ho deciso di trascriverle qui e condividerle con voi:

Sulla fotografia

“Le mani sollevano la macchina fotografica all’altezza degli occhi e il mondo scompare. Rapido o lento, secondo il grado di urgenza o di provocazione dell’immagine che sarà captata. Il movimento delle mani ha risposto a uno stimolo visivo. Ora, da dietro il visore, l’occhio farà riapparire, non il mondo, ma un suo frammento, quel poco che può contenerne un rettangolo i cui lati, come lamine insensibili, tagliano e rifilano il corpo della realtà. In quell’estremo e infimo istante che precede lo scatto dell’obiettivo, e come se lungo le linee che imperativamente delimitano il visore esistesse una rete microscopica di condotte, il mondo esterno cercherà ancora di penetrare nello spazio che gli è stato sottratto, per lasciarvi un segno della sua obliterata dimensione. Frammenti di un tutto o della sua apparenza,ogni fotografia, a sua volta, è frammento di frammenti, e, per un movimento di approssimazione di espansione in tutte le direzioni, contemporaneamente al movimento contrario di conversione al punto di risoluzione che infine è, diviene, nell’immagine unica che presenta, lettura multipla del mondo. Ma questo ci verrà mostrato solo in seguito, quando l’immagine colta sarà passata, rivelata, sulla carta. Allora sapremo veramente cosa abbiamo visto, quando e dove ritenevamo solo di non aver fatto altro che guardare. Sparpagliamo davanti a noi le fotografie, le disponiamo per temi, argomenti, affinità, vogliamo che alcune facciano domande e altre rispondano, vorremmo che raccontassero una storia, anche se breve, anche se non dovessimo arrivare a conoscerne la fine. Ma sembra faccia parte della natura delle immagini, seppure colte da uno stesso soggetto e in un periodo di tempo minimo, che siano restie a perdere la loro identità: ciascuna vorrà essere, per ipotetiche ed esclusive virtù proprie, l’alfa e l’omega, non solo della comprensione di se stessa, ma anche di tutte le decifrazioni possibili dello spazio invisibile che la circonda, di quell’assenza rappresentata dal biancore dei margini. Quello che la fotografia non può mostrare è proprio ciò che presterebbe un senso di realtà a ciò che stesse mostrando. Per questo forse è corretto affermare che l’occhio che guarda la fotografia, proprio perché ciò che vede é fotografia, non è lo stesso, pur essendo lo stesso, che ha guardato e visto una parte del mondo per fotografarla.”

(Saramago-Quaderni di Lanzarote)

 

Blog su WordPress.com.

Su ↑