I racconti russi di Dmitry Markov

“Raramente ho visto tanta purezza nella fotografia. E’ fantastico.” 
(Joan Guerrero)

Le fotografie di Dmitry Markov raccontano la sua terra, la Russia, e il suo tempo, sono tutte fatte con lo smartphone e condivise su Instagram.

Le sue foto raccontano gli emarginati e, come lui stesso afferma, “il lato spiacevole della vita”.

Così l’artista definisce il suo lavoro:

“Non sono solo fotografie sociali, come molte persone pensano, sono i miei incontri e le mie scene personali. Ogni immagine aggiunta è un altro capitolo della mia storia. E quando mi viene chiesto perché inseguo il “lato spiacevole della vita”, rispondo: “perché ne faccio parte”.

“Molti pensano che fotografare nelle province sia pericoloso. Ma io voglio dire che non c’è stata una sola volta in cui mi sono trovato in una situazione difficile o in cui qualcuno ha manifestato aggressività nei miei confronti. Sono sicuro che tutto dipenda da come ci si pone. Le persone semplici reagiscono molto bene a chi mostra interesse verso di loro. Credo che sia dovuto al fatto che non capita spesso.” 

 

Dmitry Markov / Internazionale

Draft di Dmitry Markov

Instagram di Dmitry Markov

 

 

La solitudine dei distributori giapponesi fotografati da Eiji Ohashi

“Le macchine distributrici in centro o nel deserto, poste in piedi in solitudine, sono un’immagine di solitudine. Lavorano instancabilmente, sia che si tratti di giorno o di notte. Ma una volta che le loro vendite diminuiscono, vengono portate via. Se non si accendono e brillano, smetteranno di esistere. Potrebbe esserci qualcosa di umano in loro.”
(Eiji Ohashi)

«Ciò che è fuori di te è una proiezione di ciò che è dentro di te, e ciò che è dentro di te è una proiezione del mondo esterno. Perciò spesso, quando ti addentri nel labirinto che sta fuori di te, finisci col penetrare anche nel tuo labirinto interiore. E in molti casi è un’esperienza pericolosa» (Haruki Murakami)

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Per vedere l’articolo completo con altre foto: La solitudine dei distributori giapponesi 

Altre foto:Eiji Ohashi

 

 

Il potere terapeutico della fotografia nella produzione artistica della prima metà del 900 (Nuove Artiterapie)

 Cahun, Autoritratto, 1928

Dagli anni Settanta del Novecento nell’ambito dell’Arteterapia si è iniziato a parlare anche di FotoTerapia, permettendo d’individuare diversi punti di tangenza tra il modo in cui la fotografia veniva usata dai terapeuti e l’uso che invece ne facevano già da tempo gli artisti. In effetti, nel corso del Novecento gli artisti visivi si sono impossessati sempre di più della macchina fotografica, usandola come strumento di produzione estetica e sfruttandone, anche se inconsapevolmente, le potenzialità terapeutiche, tanto da trasformarla in un mezzo d’indagine esistenziale.

Continua qui a leggere l’articolo completo: Il potere terapeutico della fotografia 

                                         Hawarden, Clementina Maude, 1864-65

“Boy’s don’t cry”, i giovani migranti si raccontano con la fotografia a Palermo

La mostra “boy’s don’t cry”, a cura di Ludovica Anzaldi, presenta una serie di fotografie realizzate dal Centro di Accoglienza Asante di Palermo.

La fotografia come mezzo per raccontarsi e parlare della propria storia.

I ragazzi di Asante, di età compresa tra i 17 e il 23 anni, hanno tutti provenienze diverse e abitano nel Centro d’accoglienza in attesa di quei documenti che potrebbero dargli una nuova possibilità di vita. I tempi posso anche essere lunghissimi. Da qui è nata l’idea di fare un piccolo workshop così che possano integrarsi attraverso l’apprendimento, la creazione, l’espressione di sé e la conoscenza del nostro paese”. Spiega Ludovica Anzaldi.

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BOYS DON’T CRY a cura di Ludovica Anzaldi

Dove : Centro Internazionale di Fotografia, Cantieri Culturali alla Zisa, Via Paolo Gili, 4

Quando : Opening 19 Aprile ore 18.30  Fino al 19 maggio

Orari Apertura Mostra:Mar-Dom dalle ore 9.30 alle ore 18.30 Chiusura: Lunedì

Costi: Ingresso gratuito

Per maggiori informazioni sulla mostra:

“Boy’s don’t cry”

 

 

Naiade-Claudia Amatruda

Naiade è un progetto fotografico della fotografa Claudia Amatruda, il progetto nasce dall’esigenza di affrontare e raccontare la sua malattia.

Cerco di far viaggiare su binari paralleli la mia malattia e la fotografia.                                            La malattia mi limita molto, ma quando fotografo spingo il mio corpo oltre quel limite:                 sono capace di star male per giorni pur di fotografare ciò che ho in testa.

Per saperne di più:Naiade; Il coraggio di Claudia, articolo di Jacopo Melio

Il 17 marzo alle 19.00 a Roma presso l’associazione Aurea  ci sarà un incontro con Claudia e con il suo libro Naiade.

Per acquistare il libro: Naiade L’acquisto del libro  permetterà da un lato di parlare delle malattie rare, dall’altro fondi raccolti permetteranno a Claudia un analisi con lo studio del Genoma, che potrebbe portare, con il tempo, ad una cura.

 

La condizione umana. Oltre l’istituzione totale (Palermo)

Basaglia, nel 1967, scrive:

La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’essere.”

La rassegna “La condizione umana” ospite di Palazzo Ajutamicristo di Palermo evoca, attraverso scatti, installazioni, video, testi e documenti, il tema della malattia mentale, partendo dalla battaglia basagliana. La follia è una ‘condizione umana’, diceva Franco Basaglia. Proprio come la ragione. Un viaggio oltre la superficie del pregiudizio e l’istituzione manicomiale.

Per saperne di più:  La condizione umana mostra a Palermo ; Mostra

Corso di Formazione annuale in Fototerapia e Fotografia Terapeutica-Roma 2019

 

Sulla rivista Umbria domani si parla del corso Netfo2019 a Roma!!!

“L’Associazione LuceGrigia di Perugia e il Gruppo NetFo(Network Italiano di Fototerapia, Fotografia Terapeutica e Fotografia ad azione sociale), nato nel 2014 come naturale evoluzione degli incontri professionali e umani maturati negli anni all’interno del Perugia Social Photo Fest, presentano il corso annuale di formazione in Fototerapia e Fotografia Terapeutica. Il corso si terrà a Roma presso la sede dell’Associazione AUREA (Via Rodolfo Lanciani, 15) da Gennaio a Ottobre 2019.Il corso è organizzato in collaborazione con Pro Civitate Christiana – Cittadella Formazione di Assisi.”

(Continua a leggere…)

 

Per maggiori informazioni sul corso: Netfo2019

Moonlight, Luce di Rinascita- Ester Stella Carbonetti

Ero una bambina triste che voleva essere considerata una principessa. Vivevo nel mio mondo segreto, fatto di alberi complici ed animali confidenti, e mi aggiravo nella realtà dei grandi, impacciata, nascondendo i miei sentimenti dolorosi. Cercavo di interpretare un ruolo per sopravvivere al confronto di mia sorella e lo facevo rispettando, ligia, le regole del gioco.
Ma non ero io.
Un bel giorno, scossa dal mio torpore, mi osservai con occhi nuovi e scoprii che ero bella e questo mi permise di accettarmi e di capire che emettevo splendore.
In questo percorso, fatto assieme alla macchina fotografica, sono emerse tante emozioni, anche contrastanti, che mi hanno travolto e avvolto come una dolce carezza, facendomi riscoprire l’importanza dell’Essere totalmente e liberamente me stessa.
Da quel giorno la Stella Ester ha iniziato a emettere la sua Vera Luce.”

Ester mi descrive così se stessa e il suo incontro con la fotografia, aggiungendo:

Questo è  in breve, il mio percorso di Rinascita vissuto attraverso l’autoritratto, che mi ha permesso di diventare più consapevole delle mie “ME”, per ri-conoscermi ed, infine, amarmi.


"Ester Stella Carbonetti"

Dalla sua esperienza personale nasce Moonlight Luce di Rinascita​, “dal desiderio di accompagnare altre persone verso un miglior benessere ed una maggiore consapevolezza e riconoscimento di Sé.
Questa è la fotografia Alchemica.”

Ester Stella Carbonetti vive a Treviso assieme al suo compagno Antonio ed ai suoi due gatti.
Si occupa di miglioramento personale da 6 anni ed, in particolare, di fotografia terapeutica.
Tiene conferenze, incontri individuali e workshop di fotografia terapeutica.

Per conoscere meglio Ester e il suo meraviglioso progetto: Moonlight Luce di Rinascita


"Una Donna 
che, nelle sue mani frettolose, ha vissuto 
lacrime e sorrisi strappati, di gioie e dolori messi a nudo e   scardinati. 
Una Donna 
con un mondo dentro così grande da non poterlo contenere in uno spazio così piccolo e ridotto di  un set fotografico. 
Una Donna."

"C'è un momento per tutto
Si cresce e si cammina.
A volte da soli, altre volte hai qualcuno che percorre dei tratti di strada con te.
Ma è pur sempre Vita!
La Vera Gioia ed il Vero Amore li puoi trovare
Dentro di Te."

 

 

 

IO MI MUOVO PER TENERE ASSIEME LE COSE

In un campo
io sono l’assenza
di campo.
Questo è
sempre opportuno.
Dovunque sono
io sono ciò che manca.

Quando cammino
divido l’aria
e sempre
l’aria si fa avanti
per riempire gli spazi
che il mio corpo occupava.

Tutti abbiamo delle ragioni
per muoverci
io mi muovo
per tenere assieme le cose.

(Mark Strand)

-Foto di Ansel Adams-

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