Clara Serina-Se mi vedi esisto…esisti! Immagine, fotografia e comunicazione


Se mi vedi esisto… esisti! affronta in una prospettiva psicologica i temi inerenti la fotografia come comunicazione per immagini.
Cosa significa essere fotografo? L’immagine è veicolo di concetti, di valori e di cultura, permeata di quanto vi è nel pensiero e nell’ anima sia del soggetto fotografato sia del professionista.
Conoscere gli immaginari che sono codificati nella mente permette di raggiungere la libertà. Libertà nella relazione, nella comunicazione, nella legittimazione. Libertà di essere creativi, allineati con l’evoluzione e con la cultura che cresce e diviene attraverso le forme dell’esspressione umana. E’ l’epoca delle immagini, dove l’uomo recupera l’antico linguaggio dei simboli, dei disegni, dei sogni, del mondo più profondo.

Riferimento:http://www.credes.it/Quarta_Se_mi_vedi_Esisto.html

Ando Gilardi-Storia sociale della fotografia-

 

Descrizione Una grande storia della fotografia: dalla xilografia alla fotoxilografia, dalla calcografia alla fotocalcografia, dalla litografia alla fotolitografia, fino alla matrice fotografica. Un’affascinante storia alternativa della cultura e della società degli ultimi centocinquant’anni. Il libro è arricchito da tre grosse appendici: un dizionario con 500 termini fotografici, molti dei quali ormai usciti dall’uso e dimenticati; un inventario con 1500 opere sulla fotografia pubblicate nell’Ottocento; la bibliografia di 200 titoli di saggi e foto-libri scelti tra i più significativi del secolo. Indice e argomenti trattati 1. Herschel inventa la fotografia ma non scopre il segreto di Daguerre. 2. Quell’industria sognata da Niépce poi chiamata la fotomeccanica. 3. Talbot scopre un negativo latente per stampare un positivo evidente. 4. Sulla “legge di ereditarietà” dei mezzi per fare immagini di consumo. 5. Breve storia dell’età del legno: quando l’icona la scolpiva il falegname. 6. L’età del metallo: l’acquaforte non immagina di fare le sue prove per il fotorotocalco. 7. L’età della pietra: nella stampa di Senefelder l’ultima scena eroica della rivoluzione borghese. 8. Dall’arabo Al-Kindi al veneto Canaletto, nove secoli di camere oscure. 9. Ora la camera si chiama macchina ma fabbrica immagini senza spessore. 10. Sventolano le bandiere fotografiche sul più grande bazar di tutti i tempi. 11. “Voi schiacciate il bottone, noi facciamo il resto” (sviluppo, fissaggio, la stampa e i miliardi). 12. L’età d’oro della fotografia d’incisione: quando ogni stampa era (anche) originale. 13. Un senatore chiamato Mantegazza predica a Firenze il socialismo fotografico. 14. “Arte nata da un raggio e da un veleno…” ovvero “Le disgrazie della fotografia”. 15. Il fotoritratto: dall’atelier alla galera dallo schedario al computer. 16. Sulle origini di glamour, pin-up, fotoromanzi: l’avventura dei magnifici randagi. 17. Come fu che il Concilio di Nicea diede una mano all'”arte di Daguerre”. 18. Muybridge, Marey e Bragaglia: scienza, metodo e scapigliatura (fotografiche). 19. Dalla civiltà dell’immagine alla società dello spreco iconico. Dizionario degli antichi termini: miti e personaggi dell’immagine ottica. La biblioteca del fotografo dell’Ottocento. Bibliografia moderna.

Nicola Peluffo-Immagine e Fotografia-

 

La recente pubblicazione in italiano della mia sintesi della metodologia micropsicoanalitica, descritta nel volume La Micropsicoanalisi (Borla 1983) e specificata nel Dizionario di Psicoanalisi e di Micropsicoanalisi (Borla 1984) può servire al lettore come punto di riferimento per i concetti che espongo in questa mia introduzione al libro di Nicola Peluffo, Immagine e fotografia.
Un lavoro di alto impegno ed utilità pratica e teorica che completa e definisce in senso micropsicoanalitico le riflessioni raccolte nel suo precedente saggio «Micropsicoanalisi dei processi di trasformazione» (Book’s Store, Torino 1976), dedicato alla relazione psicobiologica derivata dal reciproco rapporto feto-madre.

(Per leggere l’intera recensione: http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/libri/articoli/peluffo.html)

Stefano Ferrari e Chiara Tartarini-AutoFocus. L’autoritratto fotografico tra arte e psicologia.

Il volume raccoglie i testi nati dal ciclo di incontri AutoFocus, che ha avuto luogo presso il Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna nella primavera del 2009. Ciascun relatore, con strumenti propri, ha affrontato argomenti differenti per far luce sulle peculiarità del mezzo fotografico, inteso sia come modalità espressiva, sia come supporto per la terapia e la costruzione del sé. I testi sono scritti da studiosi di diversa estrazione e il volume si articola in quattro “sezioni ideali”: una prima dal carattere più teorico, una seconda più attenta a una prospettiva storico-artistica, una terza che dà voce a un versante più dichiaratamente psicologico, psichiatrico e psicoterapeutico, e infine una quarta, che affronta il controverso tema della fototerapia, attraverso gli interventi di alcuni artisti. Il volume include anche uno scritto inedito di Franco Vaccari, che in occasione delle giornate bolognesi ha riproposto il suo Provvista di ricordi per il tempo dell’Alzheimer, recente opera video in cui i frammenti documentari della sua vita sono riletti in forma poetica e fanno luce sulla sua intimità.

Con testi di Marina Ballo Charmet, Pier Giorgio Curti, Duccio Demetrio, Anna Fabroni, Stefano Ferrari, Maurizio Giuffredi, Elio Grazioli, Sabine Korth, Enrico Marchi, Federica Muzzarelli, Cristina Nuñez, Fabio Piccini, Chiara Tartarini, Sara Ugolini, Franco Vaccari.

Quarc-Fotografia-

Il libro mostra l’evoluzione del linguaggio e della tecnica fotografica. Lo fa attraverso le tre parti in cui è diviso il volume. La prima parte ripercorre la storia della fotografia mondiale, letta nei suoi rapporti con la società del tempo. Viene rivolta una particolare attenzione alle ricerche più recenti e alle vicende della fotografia italiana del dopoguerra. La seconda parte presenta una guida di base al fotografare e permette di avvicinarsi al momento tecnico, connaturato al mezzo fotografico. La terza parte è costituita da una serie di letture di opere dei fotografi che, a giudizio dell’autore, hanno maggiormente influenzato lo sviluppo del linguaggio fotografico.


Piccini Fabio-Tra arte e terapia. Utilizzi clinici dell’autoritratto fotografico-

Nel panorama delle Arti-Terapie l’auto-produzione e la manipolazione di fotografie da parte dei pazienti è una tecnica fino ad ora misteriosamente trascurata. Questo “manuale” è il primo tentativo concreto di fornire agli operatori del settore una serie di linee guida in materia di foto-video-terapia. Il nucleo centrale delle tecniche proposte verte intorno al tema degli autoritratti, ovvero delle raffigurazioni di sé prodotte dai pazienti mediante diverse tipologie di strumenti digitali. I substrati teorici e le possibilità di applicazione clinica di questa modalità di intervento vengono analizzati e spiegati in dettaglio da diversi autori. Lo scopo del testo, che si avvale della collaborazione di Judy Weiser, Carlo Riggi, Carmine Parrella e Anna D’Elia, è quello di invitare i lettori a prendere coscienza delle potenzialità terapeutiche insite in questi strumenti e iniziare a sperimentarne applicabilità e limiti in diversi contesti clinici.

Scianna Ferdinando-Obiettivo Ambiguo-

Note di copertina

“Ah che bello, bisognerebbe proprio fotografarlo! E già siete sul terreno di chi pensa che tutto ciò che non è fotografato è perduto, che è come se non fosse esistito, e che quindi per vivere veramente bisogna fotografare quanto più si può, e per fotografare quanto più si può bisogna: o vivere in modo quanto più fotografabile possibile, oppure considerare fotografabile ogni momento della propria vita. La prima via porta alla stupidità, la seconda alla pazzia.” (Italo Calvino, L’avventura di un fotografo)

Non si esercita un mestiere vissuto come passione senza riflettere sul senso di quello che si fa, senza costantemente confrontarsi con se stessi e con i propri numerosi maestri, senza vivere ed esprimere i propri entusiasmi e le proprie idiosincrasie.
Faccio fotografie da quarant’anni e, da quasi altrettanti anni, scrivo, anche, di fotografia e sulla fotografia, sui fotografi soprattutto.
Quasi sempre questi interventi sono stati occasione per chiarire a me stesso come cambiavano o si confermavano le mie opinioni rispetto a certi problemi, per definire il giudizio sul lavoro degli altri, per cercare di capire il mio, per “situarmi” rispetto al mio mestiere e al mondo, per comunicare le mie ammirazioni, per polemizzare, qualche volta, e non soltanto sulla fotografia.
Perché la fotografia – linguaggio centrale, io credo, della modernità – non è soltanto un modo di vedere, ma di sentire anche, di pensare il mondo e la vita.
È questo il senso che per me ha lo scrivere, specialmente, si capisce, a proposito del mio mestiere.
Dopo molti anni, dunque, ho deciso di mettere insieme una parte di questi articoli in un libro. Il titolo, Obiettivo ambiguo, l’avevo trovato insieme a Leonardo Sciascia, mio angelo paterno: mi sembra che assomigli un poco al filo conduttore, se ce n’è uno, che si potrebbe tirare fuori da queste riflessioni. (Ferdinando Scianna)

Una raccolta di saggi in cui Ferdinando Scianna affronta molti temi legati alla fotografia. I testi analizzano le relazioni della fotografia con la nostra società e l’eterna contraddizione dei rapporti tra fotografia e arte. Nella seconda parte del volume, Scianna ci introduce al lavoro di cinquanta grandi fotografi di tutti i tempi da Henri Cartier-Bresson a Josef Koudelka, da Robert Capa a Boris Mikhailov.

“Obiettivo ambiguo è uno dei migliori libri sulla fotografia e il fotografare che siano mai stati scritti. Scianna, grande fotografo nonchè fotoreporter, socio dell’agenzia Magnum, riesce a scrivere di fotografia in una maniera così chiara e sottile da non necessitare di alcuna immagine a spiegazione del suo testo. Se volete un libro che vi aiuti a riflettere sull’arte e sugli artisti della fotografia non potete non leggerlo.” (Fabio Piccini)

Giani Gallino Tilde. “l’immagine e lo sguardo. Dalla psicologia alla fotografia”

 

Il volume presenta l’attività di Tilde Giani Gallino in un campo, quello delle arti visive, la cui pratica, a prima vista, sembrerebbe non avere molto in comune con la ricerca e la riflessione psicologica. L’autrice ci mostra invece che tra psicologia e fotografia è possibile individuare numerose e sorprendenti affinità. Sono qui raccolte cento immagini fotografiche, suddivise secondo cinque tematiche (o capitoli): “Ombre lunghe in rue Joubert”; “Scenari urbani”; “In bianco e nero”; “Lo spazio aperto”; “Comignoli guerrieri, comignoli sognanti”. Ogni capitolo è introdotto da un breve testo narrativo che illustra, anche attraverso notazioni di carattere psicologico, la scelta di determinate immagini piuttosto che altre, soprattutto alla luce delle emozioni che possono trasmettere.

Carlo Riggi-fotografarsi all’infinito

Book title: FOTOGRAFARSI ALL’INFINITO, Subtitle: Piccoli Tradimenti di Fotografia, By: CARLO RIGGI, Category: Fine Art Photography, Book Description: Primo libro della serie Piccoli tradimenti di Fotografia, serie legata al PhotoBIT Forum e curata da Mauro Ruscelli

“Pubblicare un libro è mettere un punto, dichiarare chiuso un periodo, certificare la guarigione da una tensione e, poco dopo, contrarre una nuova malattia, ancora indefinita.
In mezzo c’è lo smarrimento, il sentirsi privati di un tormento con cui si era abituati a vivere senza ancora saper dare un profilo alla nuova ansia, che senti dentro intanto in maniera sottile ma sai che presto esploderà nella sua forma più violenta. Il tradizionale rimedio, il tuo vecchio modo di fotografare, non basta più. È un momento difficile, sembra che la tua vena creativa si sia esaurita nel momento stesso in cui ne avresti più bisogno, per decodificare un male ancora indistinto e per provare a porvi un argine. Allora rimiri le tue vecchie foto e le trovi inesorabilmente inadeguate, la pubblicazione del libro ne ha sancito il disinnesco, relegandole in un’epoca ormai conclusa….. “

il libro può essere letto al seguente link:http://www.blurb.com/books/1099785

Autoritratto psicologia e dintorni-a cura di Stefano Ferrari

 

Copertina

 

Questo libro raccoglie i contributi di un gruppo di docenti e ricercatori dell’Universita’ di Bologna che a vario titolo hanno lavorato e lavorano nell’ambito dell’insegnamento di Psicologia dell’arte. Il volume comprende sia studi di carattere generale sull’origine del ritratto (dall’iconografia di Narciso alle raffigurazioni del volto di Cristo, considerando altresì tematiche più particolari come la rappresentazione della ferita nell’arte o talune evidenze dell’autoritrato fotografico), sia contributi su singoli artisti, dal Perugino ad Antonio Ligabue, da Alfred Hitchcock a Claudio Parmiggiani. Il testo e’ corredato da un CD-Rom che contiene un’ampia selezione delle opere citate.

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