I racconti russi di Dmitry Markov

“Raramente ho visto tanta purezza nella fotografia. E’ fantastico.” 
(Joan Guerrero)

Le fotografie di Dmitry Markov raccontano la sua terra, la Russia, e il suo tempo, sono tutte fatte con lo smartphone e condivise su Instagram.

Le sue foto raccontano gli emarginati e, come lui stesso afferma, “il lato spiacevole della vita”.

Così l’artista definisce il suo lavoro:

“Non sono solo fotografie sociali, come molte persone pensano, sono i miei incontri e le mie scene personali. Ogni immagine aggiunta è un altro capitolo della mia storia. E quando mi viene chiesto perché inseguo il “lato spiacevole della vita”, rispondo: “perché ne faccio parte”.

“Molti pensano che fotografare nelle province sia pericoloso. Ma io voglio dire che non c’è stata una sola volta in cui mi sono trovato in una situazione difficile o in cui qualcuno ha manifestato aggressività nei miei confronti. Sono sicuro che tutto dipenda da come ci si pone. Le persone semplici reagiscono molto bene a chi mostra interesse verso di loro. Credo che sia dovuto al fatto che non capita spesso.” 

 

Dmitry Markov / Internazionale

Draft di Dmitry Markov

Instagram di Dmitry Markov

 

 

Corso annuale NetFo 2020

Sono aperte le iscrizioni alla 4° edizione del corso di formazione in Fototerapia e Fotografia Terapeutica organizzato da NetFo e LuceGrigia, in collaborazione con Pro Civitate Christiana-Cittadella Formazione Assisi, che si terrà a Roma presso l’Associazione Aurea.
Il corso, arricchito ulteriormente, si impegna a:
diffondere la cultura fotografica tra professionisti della relazione di aiuto; promuove l’utilizzo della fotografia nella pratica clinica e sociale; crea confronto e collaborazione tra le diverse professionalità, definendo con chiarezza le specificità e gli ambiti di intervento per le tecniche di Fototerapia, Fotografia Terapeutica, Fotografia ad azione Sociale e Foto Arte terapia.
Per ulteriori info scrivere a info@networkitalianofototerapia.it o cliccare il link di seguito:
Corso Formazione NetFo 2020 (Seguendo il link potrai scaricare la brochure del corso con tutte le date e le materie di insegnamento e avere tutte le informazioni su Netfo e sui suoi docenti).

Corso annuale Fototerapia/Fotografia Terapeutica-NetFo/Roma 2019

 

 

Il gruppo NetFo è lieto di annunciare che sono aperte le iscrizioni al nuovo corso 2019. Il corso, oramai giunto alla sua terza edizione, offre ai partecipanti l’opportunità di apprendere e sperimentare le potenzialità del medium fotografico e le sue possibili applicazioni in differenti ambiti professionali (ambito clinico, formazione, luoghi di mediazione culturale, centri di accoglienza e/o recupero, ecc)

Importanti novità per questo nuovo corso:

Il corso avrà una durata di nove moduli, da Gennaio a Ottobre 2019.
Il corso si svolgerà a Roma presso i bellissimi spazi dell’Associazione Aurea (Associazione Aurea).
Sono state attivate nuove collaborazioni con professionisti del settore.

Tutti i dettagli su:

NetFo 2019

info.netfo@gmail.com

NetFo/in attesa del prossimo corso 2019

Cos’è il corso di approfondimento in fototerapia e fotografia terapeutica NetFo? E’ un corso intensivo dove si apprende l’uso della fotografia nelle relazioni d’aiuto. E’ un corso di grande condivisione. E’ un corso dove le emozioni emergono in un clima di profondo rispetto. Qui alcune immagini dei primi 4 moduli.
Tutto il gruppo NetFo (Barbara Pasquariello, Francesca Belgiojoso, Floriana Di Giorgio, Antonello Turchetti, Chiara Digrandi e Giancarla Ugoccioni) sta lavorando per la nuova edizione 2019. Novità in arrivo!!!!
Stay tuned!

Per sapere di più su NetFo e rimanere aggiornati sulle novità: NetFo

Perugia Social Photo Fest 11-28 marzo 2016

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Anche quest’anno ritorna l’attesissimo appuntamento con il Perugia Social Photo Fest. Tematica del Festival è la cecità emotiva:”Si parla spesso di “cecità” riferendosi ad un’incapacità di vedere attraverso gli occhi, ma l’atto di vedere non può essere ridotto esclusivamente ad una semplice azione di registrazione. “Vedere” vuol dire anche prendere coscienza della realtà attraverso un processo che passa dall’acquisizione di un’immagine alla sua decodifica e all’attribuzione di significato. L’incapacità di vedere comprende significati altrettanto drammatici e rilevanti sia sul piano individuale che sociale. La cecità emotiva rappresenta un disconoscimento delle proprie emozioni e in seguito essa può trasformarsi in analfabetismo emotivo con gravi conseguenze sull’individuo. La cecità sociale costituisce l’estrema difesa verso ciò che tende a turbare uno stato di equilibrio mentale, si concretizza in un’azione individuale e collettiva indirizzata a filtrare e modificare informazioni con la conseguenza di una chiusura totale verso ciò che appare come una minaccia per l’individuo, la società, i sistemi sociale e politici. Mantenere una visione chiara e nitida rappresenta una sfida in cui l’unica certezza è determinata dalla verità, ossia da ciò che ci rende liberi di accettare noi stessi e gli altri senza un gioco di proiezioni o idealizzazioni.” (Dal sito del Festival)

Per maggiori informazioni sul Festival: PSPF
Il programma completo della manifestazione: PROGRAMMA
Per sapere le mostre presenti: MOSTRE
All’interno della manifestazione ci saranno anche diversi laboratori: PSPF LAB

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365STRANGERS – un progetto al confine tra Psicologia e Fotografia- di Davide Buscaglia

Sono Davide Buscaglia, Psicologo, specializzando in Psicoterapia della Gestalt, appassionato di fotografia e storytelling. Ho iniziato il 2015 con un proposito: incontrare, conoscere, fotografare e raccontare uno sconosciuto al giorno, tutti i giorni. Lo faccio dal Primo Gennaio 2015: il 31 Dicembre avrò 365sconosciuti in meno, 365strangers in meno, 365 incontri in più. Si tratta di un viaggio personale e sociale che attraversa identità e relazioni, e l’obiettivo è quello di raccontare un anno di incontri, riflettendo sulle conseguenze psicologiche e identitarie che nascono dagli stessi.

È un po’ come se raccontassi e conoscessi me stesso attraverso l’incontro, il racconto e la conoscenza dell’Altro.

365strangers è un progetto fotografico, perché attraverso la fotocamera incontro persone per strada. Persone che non conosco. E nel frattempo imparo, cerco di migliorare il contatto, con la macchina, con il soggetto, con il contesto. Se lo scatto non funziona, cerco di capire dove ho sbagliato, e aspetto domani, per riprovare. Non baro, non ho seconde chance. È un progetto fotografico perché il 31 dicembre avrò 365 foto, 365 sconosciuti in meno: e qui entra in gioco la Psicologia.

È un progetto psicologico perché ha profonde implicazioni identitarie, personali e relazionali, perché la fotografia ci confronta con l’immagine che abbiamo/diamo/crediamo di avere di noi stessi. Perché ogni giorno entro in contatto con l’Altro, perché ogni giorno ho un obiettivo, e per raggiungerlo devo chiedere aiuto a quell’Altro, in un incontro dalle valenze terapeutiche se è vero che, come insegna la Teoria della Psicoterapia della Gestalt, alla base del benessere c’è un buon contatto relazionale. È anche e soprattutto un percorso di crescita personale che mi coinvolge intimamente, confrontandomi con quelle che sono le tematiche che mi riguardano da vicino.

Non è stato facile iniziare: il primo incontro è avvenuto anche grazie al sostegno della mia compagna. Provavo ansia, mi tremavano le mani, temevo molto il possibile “no”. Poi, col tempo, ai “no” ci si abitua e soprattutto i “sì” rappresentano una quotidiana fonte di gratificazione per cui ho imparato valere la pena esporsi.

Ciò che mi sorprese immediatamente dopo i primi scatti furono due aspetti connessi agli incontri: l’intimità del contatto e la reciprocità degli scambi. Tornando a casa dopo l’incontro osservavo lo scatto e rimanevo profondamente colpito da ciò che provavo. A volte commosso. Provavo affetto, per ognuno di loro. Era un po’ come se le persone incontrate mi avessero donato una parte di loro, ed ero grato. In questo caso è vero che la fotografia non si fa, ma si prende. È un gesto intimo, puro, poetico. E così ho scoperto che Fotografare significa entrare in relazione, in contatto con le persone. L’ho sperimentato sulla mia pelle. O sulla nostra pelle. Non sono centrato sui soggetti che fotografo, non ho interviste, non sono del tutto centrato su di me: sono in una zona di confine tra me e loro. È qui che ci incontriamo. Non posso affermare che ciò avvenga ogni giorno; quando accade però ciò che si crea è un’esperienza nutriente e arricchente. Per me stesso e per chi incontro. E in questi casi le fotografie funzionano di più. I feedback che ricevo sono molteplici, generalmente evidenziano la bontà degli incontri: “sei entrato nella mia quotidianità, ed è stato piacevole”; “grazie per il tuo sorriso terapeutico”; “allora dello sconosciuto ci si può fidare!”.

Per questo ho deciso di allegare alle fotografie una descrizione del vissuto emotivo e relazionale degli incontri. Altri più famosi e celebrati progetti di strangers si concentrano maggiormente sul presentare persone, stili, storie. Ciò che mi sono reso conto di fare con 365strangers è invece enfatizzare il vissuto relazionale, emotivo e umano degli incontri.Cosa mi ha colpito? Come mi sono sentito con lui/lei? Che tematica si è attivata durante l’incontro? Cosa ho contattato? Cosa è stato importante? Cosa ho imparato da questo incontro? Con che cosa rimango?

Sono queste alcune delle domande che mi pongo una volta terminato l’incontro. Ed è attraverso queste riflessioni che ogni giorno imparo qualcosa di nuovo su di me, e su chi mi sta intorno.

In fin dei conti sappiamo chi siamo attraverso gli occhi delle persone che ci circondano.

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Milano. Lei è Lisa.

Ho scelto lei perché aveva tutte le caratteristiche della giornata appena passata all’interno del quartiere di Ventura-Lambrate,
tra giovani designer per lo più nord-europei.
Fresca, divertente, piacevole, dai colori chiari e ovviamente nordici.
Quando l’ho notata giocava con il compagno su un tavolo da ping pong di cartone progettato per ambienti di lavoro.
Perché da qualche parte si sa che ambienti di lavoro confortevoli migliorano la produttività, abbassano le spese, contrastano il burn-out, e mi fermo qui.
Credevo fosse Danese, ma scopro che è di Londra, e fa la designer.
Mi ricorda Kate Winslet in Se mi lasci ti cancello. Incontro fresco e frizzante.

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Milano. Lui è Raffaele.

Stava bevendo qualcosa nel dehor di un bar.
L’ho notato per l’atmosfera che lo circondava, per il passeggino che cullava la bimba arrivata da 14 mesi,
e perché trasmetteva una sensazione di pace e pienezza inconfondibili.
Ha lavorato vent’anni in una fabbrica di prodotti chimici, e in controtendenza si è licenziato.
Sereno e soddisfatto, abbiamo chiacchierato sull’importanza e l’essenza di coltivare anima e spirito.
Nella vita, bisogna imparare a smussare gli angoli. E me lo dice con il dolce suono dell’accento che solo alcuni toscani sanno produrre.
Ripensando al contatto, incontro ed è ancora viva la sensazione di benessere e distensione che ho sentito prima, durante e dopo.
Mi sono fatto fotografare perché hai una faccia onesta.

Pubblico tutti gli incontri sul mio sito: www.365strangers.it

Una selezione sulla mia pagina FB: Davidebuscaglia

Nel frattempo scrivo e rimango aperto ad ogni possibile sviluppo, con la speranza di pubblicare nel 2016 la raccolta dei volti e delle descrizioni che mi hanno accompagnato in questo 2015.

Netfo

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A Perugia nasce NetFo il primo Network Italiano di Fototerapia, Fotografia Terapeutica, Fotografia ad azione Sociale.

In un’epoca in cui vi è un grande utilizzo dell’immagine fotografica, NetFo intende creare un gruppo di incontro e riferimento per l’utilizzo della fotografia come strumento sociale e terapeutico, grazie all’integrazione delle differenti professionalità e competenze che caratterizzano i membri fondatori.

“Per raccontare la verità occorre dire le ombre”

Paul Celan

In un’epoca in cui vi è un grande utilizzo dell’immagine fotografica, NetFo intende creare un gruppo di incontro e riferimento per l’utilizzo della fotografia come strumento sociale e terapeutico, grazie all’integrazione delle differenti professionalità e competenze che caratterizzano i membri fondatori. Considerando il dialogo attraverso le immagini uno strumento principe di comunicazione, NetFo si propone di:
diffondere la cultura fotografica tra professionisti della relazione di aiuto;
promuovere l’utilizzo della fotografia nella pratica clinica;
organizzare attività formative sulle tecniche di Fototerapia, Fotografia Terapeutica e Sociale;
sviluppare progetti di prevenzione e promozione del benessere della persona attraverso attività terapeutico-laboratoriali;
creare confronto e collaborazione tra le diverse professionalità (psicoterapeuta, psicologo, fotografo, arteterapeuta, educatore, assistente sociale, counselor e così via), definendo gli ambiti di intervento per le tecniche di Fototerapia e Fotografia Terapeutica e Sociale;
organizzare e promuovere eventi, mostre, incontri, pubblicazioni relativi alla fototerapia, fotografia terapeutica e fotografia sociale.

Gruppo di lavoro

Antonello Turchetti (Perugia) Arteterapeuta, fotografo professionista, ideatore e direttore artistico del Perugia Social Photo Fest, il primo festival internazionale dedicato alla fotografia terapeutica e sociale.

Francesca Belgiojoso (Milano) Psicoterapeuta, riferimento per la formazione in PhotoTherapy Techniques e Photolangage.

Barbara Pasquariello (Modena) Educatrice, fotografa, coordinatrice di progetti e laboratori di fotografia sociale e terapeutica nell’ambito della salute mentale e dipendenze patologiche.

Chiara Digrandi (Madrid/Ragusa) Psicologa, arteterapeuta, facilitatrice del metodo “The Self-Potrait Experience®”, ha coordinato vari progetti di fotografia terapeutica e fototerapia in ambito sociale e clinico.

Floriana Di Giorgio (Roma), psicologa, psicoterapeutia in Formazione. Creatrice e curatrice del blog www.fotografiaepsicologia.wordpress.com, esperta nell’uso della fotografia in ambito clinico.

Giancarla Ugoccioni (Pesaro), fotografa, curatrice e arteterapeuta in formazione, ha coordinato vari progetti di fotografia terapeutica in ambito sociale.

Gruppo su Facebook: NetFo-NetworkItaliano-Fototerapia-fotografia terapeutica- fotografia sociale

Perugia Social Photo Festival-Perugia 14-23 novembre 2014-

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Dal 2012 il Festival di Fotografia Sociale e Fotografia Terapeutica, grazie al lavoro incessante dell’Associazione LuceGrigia e del suo Presidente Antonello Turchetti, è diventato un punto di riferimento indispensabile per chi si occupa di tali tematiche. 

Ogni anno il festival ha ruotato intorno ad una tematica cardine. Quest’anno la tematica del festival è IO RESISTO, la quale si collega al concetto di resilienza, ossia alla capacità di far fronte, di ‘resistere’ agli eventi traumatici della propria vita, ossia di riorganizzarsi di fronte alle difficoltà, trasformando positivamente per se stessi anche gli eventi negativi. 

Attorno a questa tematica, il festival ha organizzato:

MOSTRE

LABORATORI 

EVENTI

Per maggiori informazioni sul festival: www.perugiasocialphotofest.org

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